Nuove iniziative cinematografiche in vista

Nuove iniziative cinematografiche in vista

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Anche noti registi e attori italiani in questo periodo di stop 🛑  mondiale, in cui anche la cinepresa đź“˝ ha il freno a mano tirato, si stanno comunque attivando nel raccogliere informazioni dalle persone comuni per la futura realizzazione di film e documentari su questo drammatico periodo storico segnato dal coronavirus.
Le iniziative sono varie: Gabriele Muccino ha lanciato una campagna social per un film sulla quarantena da coronavirus denominato “Il grande caos”, lasciando anche il suo indirizzo mail gmuccino3@gmail.com” a cui inviare racconti, impressioni stati d’animo e stati d’ansia, testimonianze di vita, passatempi di questo difficile periodo storico; Gabriele Salvatores, dopo il celebre documentario “Italy in a day”, film collettivo del 2014 che raccontava la visione dell’Italia in un solo giorno, in cui il regista selezionò e montò ben 632 video, ha annunciato il suo nuovo progetto “Viaggio in Italia” in cui racconterĂ  l’emergenza del coronavirus con lo sguardo degli italiani costretti a rimanere a casa, anche lui lanciando un appello sui social per il reperimento del materiale; infine, per la tv, EndemolShine Italy sta lavorando alla realizzazione di un docu-film che s’intitolerĂ  #rEsistiamo e per il quale si potrĂ  inviare alla mail resistiamo@endemolshine.it ogni tipo di racconto su come il popolo Italiano sta vivendo questo periodo di confinamento (chi barricato in casa, chi uscendo con le dovute cautele), anche dal punto di vista dei rapporti affettivi, introducendo la delicata tematica dell’amore ai tempi del contagio. Anche il bel Raoul Bova ha comunicato che al termine di questo incubo sarĂ  protagonista di una serie tv in dodici puntate sulla storia della Croce Rossa. Ma pensando ad un risveglio della settima arte, nonostante tutti noi siamo ancora profondamente immersi negli abissi pandemici, con l’avvio di questi futuribili progetti, sembra quasi di percepire spiragli di luce, il tempo in cui tutto ciò avrĂ  un happy end. Magari fra un anno o due gli italiani saranno degli spettatori comodamente seduti sui loro divani a guardare i docu-film sul trascorso Covid19 , oppure li guarderanno distanziati da 2 metri l’uno dall’altro, in sale cinematografiche innovative con poltrone antibatteriche oppure nei drive-in, ognuno seduto nella propria auto  mangiando  popcorn e sorseggiando  una bibita. O chissĂ , nei cinema all’aperto divenendo proibiti quelli al chiuso, per misure cautelari. In ogni caso parlare oggi di un nuovo movimento culturale cinematografico stile neorealismo o surrealismo  Ă¨ ancora del tutto prematuro. Certo è che analizzando la diacronia dei fatti storici, in seguito alle grandi guerre o dittature o eventi di mondiale importanza sono sempre sorte nuove correnti artistiche. Il nostro virus è come la peste del XXI secolo, la fase successiva alla sua estinzione sarĂ  il new deal degli anni venti, il realismo dei nuovi documentari cinematografici saranno pionieristiche finestre su un mondo che vorremmo tutti solo dimenticare.

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