Il bicentenario di Florence

Il bicentenario di Florence


A quanti è stato detto, specialmente a noi del genere femminile, di essere affetti dalla cosiddetta “sindrome della crocerossina” perché portiamo avanti relazioni sentimentali malate o amicizie altrettanto malsane?  Rapporti che si basano sul bisogno inconscio di dare assistenza ai più deboli scambiando questo per amore quando invece è qualcos’altro… forse un calesse, direbbe Troisi, ricordando il titolo di un suo vecchio film. Ma lasciando in disparte questioni da risolvere adagiati su una chaise longue nello studio di uno psicanalista, è doveroso sottolineare che la succitata sindrome viene anche più finemente denominata sindrome di Florence Nightingale, la fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna. 

Florence Nightingale

Biografia di Florence Nightingale

Florence, nasce a Firenze il 12 maggio 1820, sotto il segno del toro, figlia di una ricca famiglia borghese britannica e deve il suo nome alla città in cui fu messa al mondo. Proprio in onore del bicentenario della sua nascita, l’Assemblea Mondiale della Sanità aveva proclamato il 2020 come l’anno internazionale dell’infermiere e dell’ostetrica. Tutto questo era stato deciso prima dell’insorgenza della pandemia di covid 19. Grandi sarebbero state le celebrazioni in onore di questa donna dal cuore d’oro che fin da piccola si prodigava ad assistere, giorno e notte, i feriti durante la guerra di Crimea (da cui il suo soprannome “la signora con la lanterna“) che si dedicò allo studio in campo sanitario, seguendo le orme del padre  epidemiologo,  William Edward Nightingale, diventando in seguito una leggendaria infermiera, nonostante all’epoca quella missione non fosse così stimata. Nel 1860 fondò a Londra la  Nightingale Training School e di lì a poco fu l’autrice del breve libretto Notes on Nursing (in italiano Note sull’infermieristica) che divenne una colonna portante del curriculum delle scuole infermieristiche. Grazie alle sue capacità diplomatiche di trattare con politici e grandi luminari del XIX secolo, Florence contribuì a far sorgere i servizi sociali inglesi ed ispirò Henry Dunant per la creazione della Croce Rossa Internazionale. Dopo la sua dipartita alla veneranda età di novantanni è ancora oggi venerata dalla scuola anglicana come una vera eroina dell’altruismo: quell’abnegazione verso il prossimo che può spingersi fino al sacrificio.

Quest’anno sarebbero stati veramente tanti i festeggiamenti in sua memoria, specialmente nel campo dell’arte nella sua amata Inghilterra , tutti rimandati, manco a volerlo, a causa dell’emergenza sanitaria del virus, tranne uno, in versione web. Trattasi della mostra “Nightingale in 200 Objects, People & Place” (Nightingale in 200 oggetti, persone e luogo), online per raccontare la figura della prima infermiera al mondo in tutte le sue sfaccettature : donna, leader, statista, icona della cultura pop e anche delle sue teorie mediche. Una chicca creata per lei dalla Mattel, l’anno scorso per la festa della donna è la versione in edizione limitata di una Barbie crocerossina con lanterna in mano ed abiti dell’epoca. Si può trovare anche su Amazon come bambola da collezione.

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Proprio per sottolineare l’importanza del servizio infermieristico così stremato in questo difficile periodo storico ricordiamo una celebre frase di Florence: ” se un paziente ha freddo, se un paziente ha la febbre , se un paziente è svenuto, se è malato dopo aver assunto cibo, se ha male a causa del letto, generalmente non è colpa della malattia, ma dell’assistenza infermieristica”.

Inoltre proprio lei già ai suoi tempi aveva compreso l’importanza dell’igiene e di lavarsi le mani con frequenza durante il giorno e magari anche il viso.

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