Il benessere del “sottrarre”

Il benessere del “sottrarre”

Buddha diceva: “Dall’attaccamento sorge il dolore, dal dolore sorge la paura. Per colui che è totalmente libero, non c’è attaccamento, non c’è dolore, non c’è paura”.

attaccamento

Non voglio addentrarmi nei particolari che mi hanno portata ad effettuare questa scelta, ma solo ieri ho ultimato un trasloco. Day by day ho svuotato il mio appartamento immerso nel verde e a cui ero molto affezionata, subendo un grande distacco emotivo. Ha provocato in me un senso di smarrimento per non avere più la mia isola felice. Ma ho anche sentito di aver chiuso un altro capitolo della mia vita e di trovarmi in una fase di passaggio verso probabili nuovi inizi. Poi in seguito a varie riflessioni mi sono detta: per ora è importante concedermi un periodo di relax in cui riflettere, meditare, osservare, ripulire e ricreare spazio sia interiore che nel ritrovato contesto abitativo.

Mai sentito parlare di minimalismo? È applicato in più sfere: nell’arte e nel design, nella comunicazione e nella musica. Consiste nel liberarsi il più possibile dal superfluo per concentrarsi solo sull’essenziale. Nel mio caso è ritornare a vivere in una casa in cui ho già vissuto tempo fa e che può sembrare una retromarcia anacronistica scatenante una sorta di malessere. Ma come fare per alleggerire la situazione? Occorre, innanzitutto, ampliare la superficie percepita delle stanze, specialmente quella più personale e in cui si trascorre maggiore tempo, come la camera da letto, togliendo tutto ciò che la appesantisce: dai vecchi pupazzi in peluche, alla polverosa bigiotteria ferma da anni, agli oggetti inutili, accumulati nel tempo. Quindi con scatoloni alla mano, nel mio  cosiddetto “viaggio di ritorno”, ho messo  in atto una minuziosa cernita di tutto ciò che si può eliminare e buttare, inclusi  i vecchi vestiti da donare a persone più bisognose. A cosa serve l’accumulo? Non è più di moda e crea solo ansia oltre a quella sensazione di non poter più respirare poiché la nostra vista è attorniata da troppe cose, molte invasive. Riempio le scatole anche di quegli oggetti legati ai ricordi, dal salvadanaio a forma di cuore regalatomi dall’ ex fidanzato di quando ero ragazzina, all’album fotografico della prima comunione. Penso, magari  non avrò il coraggio di buttarlo nell’immediato ma lo lascerò  in disparte, con calma ce la farò . A lavoro terminato è probabile che mi troverò  con cantina e solaio stracolmi ma almeno a decluttering ultimato starò meglio con me stessa. 

scatolone

Less is more” che tradotto in italiano significa “meno è di più” o “meno è meglio” é un’espressione diventata celebre grazie ad un noto architetto contemporaneo tedesco: Ludwig Mies van der Rohe. Il suo concetto, applicato nel design, consiste nel raggiungere quel minimalismo formale attraverso la sottrazione, in un processo creativo di inarrestabile ricerca della semplicità. Dall’architettura, questo modus vivendi è un passaggio che si trasla velocemente nelle nostre esistenze. Attraverso la presenza di essenzialità, purezza, eleganza, sobrietà e linearità si può raggiungere una migliore qualità di vita. L’ordine visivo aiuta l’ ordine interiore cancellando pensieri negativi e ossessivi, angosce martellanti e vacuità esistenziale. 

architettura minimalista

E poi è importante la ricerca dei nostri colori, quelli che fanno sentire vivo il nostro vero io, senza schiacciarlo in mezzo a dei macigni. Pensiamo a quali sono i colori che ci fanno stare bene, quelli che osserveremmo per ore e che danno linfa alle nostre ore domestiche. Personalmente non mi piacciono i legni scuri e nemmeno le nuances mogano o cipresso. Tinteggerei un vecchio armadio anni 70 di bianco opaco togliendo i fiorellini sbiaditi in mezzo alle ante. Amo la gamma degli azzurri perché mi ricordano il mare e le tonalità pastello come il rosa o il giallo chiaro.

sgabello azzurro

Una volta compiuto questo certosino ma utile lavoro mi sentirò meglio, ricreando uno spazio, per quanto possibile, a mia  immagine e somiglianza. È a questo punto potrò nuovamente concentrarmi  sul momento presente, magari provando ad ascoltare su YouTube qualche rilassante esercizio di mindfullness, con la mente finalmente sgombra da pensieri. Spesso seguo la psicologa Maria Michela Altiero, di cui consiglio l’iscrizione al suo canale YouTube. La mindfulness è una pratica molto semplice e rilassante che rigenera il nostro corpo-mente. Un esercizio consigliato, magari prima di coricarsi, specialmente per i soggetti che soffrono d’insonnia come la sottoscritta, è il body scan, una sorta di scannerizzazione guidata del proprio corpo dai piedi alla nuca, accompagnato da una voce guida dal timbro rilassante in cui la nostra mente semplicemente osserva dall’esterno senza giudicare. Gli occhi sono chiusi, noi siamo sedute nella posizione del fiore di loto o stese su un tappetino da yoga o sul letto, nella nostra stanza ordinata, priva di inutili suppellettili, in uno spazioso e silenzioso ambiente di comfort.

mindfulness

Nulla ci disturba, c’è solo pace che noi abbiamo creato per il nostro benessere. Non c’è più passato con i suoi attaccamenti né l’incertezza e la preoccupazione per il futuro. Solo gli attimi dell’adesso. 

Cogliamoli come il puro scatto fotografico di un’ape che si posa su una foglia. 

scatto rubato dalla semplice da vita di un’ape
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Questo articolo ha 3 commenti.

  1. Susy

    L iniziativa é interessante, c’ ė ancora molto da fare e potrai dare a chi ne ha bisogno ottimi consigli sentiti perchė già provati. La costanza paga… Buon proseguimento Mara.

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